Il barocco leccese nasce fra il XVII ED IL XVIII secolo, nel momento storico in cui la città, diviene simbolo del potere della chiesa di Roma.

Lo stile barocco leccese, eccetto che in San Matteo, si discosta dai concetti spaziali del barocco romano, proponendo un barocco caratteristico salentino, basato su una decorazione estremamente ricca ed esuberante, che riveste le facciate delle chiese e dei palazzi.

La superficie degli edifici esplode in un ricchissimo "ricamo"lapideo fatto di cornici, trabeazioni, talamoni e cariatidi, puttini e trionfi di elementi vegetali, fiori e frutta.

Tutto ciò viene reso possibile dall'uso della cosiddetta "pietra leccese", una pietra tufacea piuttosto tenera, che sopperisce egregiamente alla mancanza in loco di marmi e pietre dure e rende possibile la realizzazione di ogni fantasia e desiderio dei maestri scalpellini.

Questa pietra, utilizzata sia come materiale da costruzione, sia per le decorazioni, veniva bagnata con il latte per proteggerla dagli agenti atmosferici:il suo colore, che muta col passare del tempo,ha conferito alle costruzioni un tono chiaro ambrato che è tipico di queste zone.

Fra i numerosi edifici del barocco leccese, ricordiamo la basilica di Santa Croce, Piazza Duomo e la chiesa di San Matteo:

Basilica di Santa Croce

La facciata, concepita come un enorme altare, è il risultato di diversi interventi architettonici eseguiti nell'arco di circa un secolo; fra gli altri, il Riccardi nel 1582, evidenzia la prospettiva della parte inferiore con una imponente trabeazione; su questa si imposta la balconata sorretta da cariatidi che rappresentano il paganesimo schiacciato dalla cristianità. Il secondo ordine della facciata è del seicento ad opera di Cesare Penna e Giuseppe Zimbalo che aveva già lavorato nel Cortile del Vescovado, ora Piazza Duomo.La parte superiore è il tipico esempio del barocco leccese con ricchissimi e fantasiosi elementi decorativi.

Piazza Duomo

Già Cortile del Vescovado, Piazza Duomo si apre improvvisa agli occhi del visitatore.Il luogo, riorganizzato dal Vescovo napoletano Pappacoda e dai suoi successori,fu il banco di prova di diversi progettisti.

Furono il vescovo napoletano Pappacoda ed i suoi successori a fare di Lecce una città/reggia, simbolo del loro potere e di prestigio personale.Lecce divenne così una città rimodellata secondo lo stile di vita vescovile al punto di essere conosciuta come la "città delle chiese".

Come altre piazze cittadine, piazza Duomo presenta decori fastosi, ricchi ed eleganti tipici degli spazi interni degli edifici, cosicche' si ha l'impressione di camminare in un magnifico salone a cielo aperto.

La pietra leccese della piazza quasi abbaglia alla luce del sole durante il giorno ed alla sera, si tinge di cromature ambrate che si stagliano nel blu serico del cielo salentino.

Chiesa di San Matteo

E' l'unica chiesa leccese che riprende il barocco leccese con le sue facciate che si "piegano"all'aria ed alla luce.La sua facciata,convessa all'entrata e concava nella parte superiore fu progettata da Achille Larducci di Salò,il quale si rifà allo stile della chiesa di San Carlo alle quattro fontane, realizzato da Francesco Borromini, di cui è nipote.

Fu questa l'unica opera in Lecce di un barocco di impostazione "straniera":il progettista romano, infatti, mori'ucciso dopo aver terminato questa edificio, quasi che la città abbia rivendicato un suo diritto ad ospitare e creare un barocco caratteristico leccese.

 

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